Qualcuno di voi segue la serie televisiva Numb3rs?
Io me ne sono innamorato fin dalla prima puntata, sia perché mi piace il genere, sia perché a mio parere è fatta molto bene, con personaggi ben caratterizzati e un’ottima interpretazione da parte degli attori.
La cosa più affascinante, che rende la serie originale rispetto a tante altre, è però l’idea di base: unendo le tecniche d’indagine tradizionali con l’uso di sofisticati algoritmi e modelli matematici è possibile risolvere anche il più difficile dei casi.
Chiaramente, le storie sono romanzate e Charlie è un vero e proprio genio… eppure, a volte, la fantasia non fa altro che anticipare la realtà.
Su MSNBC è comparso un articolo che spiega come gli addetti alla sicurezza dell’aeroporto internazionale di Los Angeles utilizzino un apposito software per stabilire, in modo assolutamente casuale e diverso giorno per giorno, la posizione e i percorsi delle pattuglie incaricate della sorveglianza antiterrorismo.
Gli algoritmi sono stati sviluppati da un ricercatore della University of Southern California, combinando intelligenza artificiale e teoria dei giochi.
L’idea è di superare la naturale e inconscia tendenza a “sviluppare comportamenti prevedibili”, rendendo così estremamente difficoltoso il lavoro di preparazione di un attentato, che si basa sull’analisi preliminare dei movimenti degli agenti e sulla ricerca di eventuali “buchi” nella copertura.
Sembra che il tutto funzioni molto bene, al punto tale che i viaggiatori che transitano per l’aeroporto hanno l’impressione che in giro ci siano molti più agenti di quanti ce ne sono in realtà.
Visto che Charlie insegna proprio in un’università californiana, il tutto potrebbe costituire dell’ottimo materiale per un episodio… quasi quasi provo a suggerirlo alla produzione, che ne dite?
The Jem Report ha pubblicato un articolo che trae spunto da una recente diatriba relativa a un cambio di licenza arbitrario, da parte di uno sviluppatore del kernel Linux, di un pezzo di codice pubblicato originariamente sotto licenza BSD.
Non entro nel merito della vicenda, che ha coinvolto in prima persona Theo De Raadt e di cui potete farvi un’idea precisa semplicemente seguendo i link.
Desidero però fare i complimenti all’autore del pezzo, che in poche parole ha saputo riassumere efficacemente la diversità di vedute tra i sostenitori del software free e quelli del software open sul concetto stesso di libertà, la cui “incarnazione” visibile si trova proprio nelle licenze che essi utilizzano per i propri progetti.
Una lettura da non perdere per chiunque non abbia ben chiari i termini della questione.
Per quanto riguarda me, mi sento molto più vicino allo spirito BSD che non a quello GPL: le intenzioni della Free Software Foundation sono assolutamente nobili, ma non posso fare a meno di percepire una certa dissonanza nell’accostamento dei concetti di “imposizione” e di “libertà”.
E’ per questo che ho deciso di modificare i termini di licenza che regolano l’utilizzo di tutti i post che trovate nel blog.
Potete utilizzare i contenuti con la massima libertà, è sufficiente che mi attribuiate la paternità tramite citazione… sempre sperando che quel che scrivo possa essere utile a qualcuno.
L’Urbino Wireless Campus è un’iniziativa dell’Università degli Studi di Urbino rivolta a studenti, cittadini e a tutto il territorio circostante, che mette a disposizione una rete senza fili a larga banda tramite la quale è possibile accedere liberamente a una serie di servizi di informazione e comunicazione.
Grazie ad una collaborazione con il Comune di Pesaro la copertura sarà estesa al territorio comunale, consentendo, tra le altre cose, anche agli utenti privati di sfruttare la rete per accedere ad Internet.
Si tratta di un’iniziativa con pochi eguali in Italia, che dovrebbe finalmente permettere anche alle persone che non dispongono di accesso Internet a larga banda – in quanto vittime del digital divide – di avere pari opportunità rispetto ai cittadini residenti in zone economicamente più remunerative per i “soliti noti”.
Personalmente, ritengo che chi ha pensato e voluto questo progetto meriti l’ammirazione e il plauso di chiunque abbia un minimo a cuore il tema dell’accesso universale alla Rete, con il suo impatto economico e sociale.
Non va neppure dimenticata la sensibilità degli amministratori locali, che hanno saputo cogliere ed indirizzare nel modo migliore per i cittadini l’opportunità offerta da questa grande risorsa.
Tutte le informazioni sul progetto sono reperibili sul sito ufficiale:
Come volevasi dimostrare: più di un mese tra questo articolo e quello inaugurale. Cominciamo bene… ![]()
Ho cambiato totalmente il tema grafico del sito, con nuovi colori e un layout rinnovato.
Il tema precedente si è rivelato piuttosto difficile da mantenere, costringendomi ad usare diversi plugin per operazioni banali – ad esempio, la creazione del menù “Approfondimenti” – e ad intervenire pesantemente sul codice.
Per cui mi sono guardato un po’ intorno e infine mi sono imbattuto in GlossyBlue, con cui è stato amore a prima vista: molto elegante e in perfetto stile Web 2.0, semplice da modificare e tradurre in italiano, con tutte le funzionalità che servono.
Ne ho approfittato per farmi una cultura sui CSS e sul funzionamento del cosiddetto box model.
Il web design non fa decisamente per me (anche perché con la grafica sono una frana), ma devo ammettere che l’argomento è molto affascinante.
Era ora!
Dopo tanti anni, sono finalmente riuscito a portare a termine un progetto che mi stava molto a cuore, ma che avevo sempre dovuto mettere da parte per motivi di tempo: il mio sito web ufficiale!
Senza voler fare chissà cosa, ho inserito qui tutte le informazioni utili per sapere chi sono, cosa faccio e – se siete interessati ai servizi che offro – perché dovreste scegliere proprio me per farvi aiutare con la tecnologia.
In questo periodo si parla molto di Web 2.0 e di contenuti generati dagli utenti, per cui ho preso la palla al balzo e ho pensato di creare anche un blog, così da realizzare un contatto più diretto con chi leggerà queste pagine.
L’idea è di utilizzarlo non solo per esprimere le mie idee e il mio punto di vista sulla tecnologia, ma anche per contribuire con i miei articoli all’oceano di informazioni reperibili su Internet.
Vi assicuro che la buona volontà c’è, purtroppo il tempo è sempre quello che è, quindi non aspettatevi una produzione stile Emilio Salgari. ![]()
A presto!


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