E’ notizia di oggi che un software discretamente famoso, che permette di fare una copia di backup della propria posta su Gmail, contiene una funzionalità non dichiarata letteralmente spaventosa: in pratica, quando viene usato, trasmette lo username e la password della casella direttamente allo sviluppatore, che può così avere accesso alla posta e a tutti gli altri servizi di Google a cui quell’account è abilitato.
Ora, il primo pensiero di una persona normale che cerca uno strumento software per soddisfare un suo bisogno non è sicuramente del tipo: “Oddio… e se questo software fa qualcosa di nascosto?”. E non è neanche giusto che lo sia!
Credo che sia ora, piuttosto, di iniziare a farsi una domanda fondamentale: “Sapendo che è inevitabile correre dei rischi per il semplice fatto di usare dei software, qual è per me il livello di rischio che posso permettermi di accettare?”
Se qualcuno si chiedesse come fare a saperlo, consiglio la lettura dell’ultima parte di questo post di Matteo Flora.
mar 11

Ultimi commenti