Germania, trojan di stato e sempre più cattivi pensieri

Privacy, Sicurezza Aggiungi un commento

Non avrei mai pensato di scrivere ben tre articoli su questo argomento e adesso la domanda che mi faccio è: quanti altri ne dovrò scrivere in futuro?
Le prime avvisaglie della questione arrivano con l’intervista di News.com a tredici tra i principali produttori di software per la sicurezza, che non escludono che i loro prodotti possano ignorare deliberatamente la presenza di alcuni malware “autorizzati”.
Dopo poco tempo, esce fuori che l’FBI ha utilizzato uno spyware per risalire all’identità di un ragazzino che si divertiva a inviare allarmi bomba alla sua scuola via email.
Adesso la posta si alza ancora: la Germania intende dotarsi di una legge che autorizzi l’impiego di software malevoli per penetrare da remoto nei computer dei sospetti terroristi.
Ovviamente, piovono le dichiarazioni rassicuranti: si tratta di uno strumento che non pone problemi per la privacy, da utilizzare solo quando realmente serve (una decina di volte l’anno al massimo… che volete che sia!), che preleverà solo pochissime informazioni senza sconfinare.
Sì, certo, come no… e poi c’era la marmotta che incartava la cioccolata… dopo la famigerata legge che inasprisce le pene contro chi si dedica a reverse engineering e affini, che credibilità possono avere esternazioni come queste?
Una rondine non fa primavera, ma uno stormo sì.
E’ chiaro che non si tratta di pura e semplice casualità, ma di un disegno ben preciso ed è ora di rendersi conto che le più fosche previsioni dei gruppi impegnati nella tutela della privacy si stanno avverando.
La cosa che più mi disturba è l’aspetto sociologico della faccenda: i media non fanno altro che sventolare lo spauracchio del terrorismo internazionale e la cosiddetta “società civile” vive in uno schizofrenico terrore di sé stessa.
Per il terrorismo questa è una grande vittoria, perché l’ovvia conseguenza di queste scelleratezze è che ognuno di noi non può più fidarsi dello Stato, sempre più somigliante alla mostruosa entità mirabilmente descritta da Orwell.
Come se non bastasse, con ogni probabilità si tratta di strumenti per lo più inutili: la favoletta del terrorista che fino a ieri faceva il pastore e quindi ha la barba lunga e il QI di una delle sue capre credo non incanti più nessuno.
Con una email maligna ormai si incastrano solo i dilettanti e gli sprovveduti, non certo gente che riceve un addestramento da soldato e si può ragionevolmente pensare conosca le implicazioni dell’uso della Rete.
Se lo chiedeva la Medea di Seneca e me lo chiedo anch’io: cui prodest?
Non so voi, ma io ho una figlia piccola e al pensiero di vivere e farla vivere in un mondo così mi vengono i brividi… per ora la faccenda riguarda la Germania, ma quanto tempo passerà prima che il solito parlamentare in cerca di un modo per passare la giornata si metta in testa di farla diventare standard europeo?

1 commento a “Germania, trojan di stato e sempre più cattivi pensieri”

  1. Chico ha scritto:

    Anch’io sono convinto dell’uso, almeno parzialmente politicizzato che si è fatto dell’ultimo arresto di presunti terroristi in Germania proprio per i motivi che dici tu. L’arresto in Germania si inserisce in una serie di coincidenze di cui l’11 settembre è la più evidente ed internazionale. Ma ce ne sono molte altre specifiche del paese. Se interessa ne ho postato le più evidenti su http://1poddanubio.blogspot.com .

    Chico

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